TERDOPPIO E PERNATE-COMUNICATO GIUNTA REGIONE PIEMONTE DEL 17 OTTOBRE 2014

Scritto da Comitato per Pernate on 1 novembre 2014

VOLANTINO SUCCESSIVO AL COMUNICATO STAMPA

Si è appreso che un gruppo di lavoro di tecnici  sarà costituito dalla Regione Piemonte per prevenire il rischio idrogeologico del torrente Terdoppio a garantire la frazione di Pernate e l’abitato est di Novara.

Il Comitato per Pernate, attraverso l’emissione di un Comunicato Stampa, ha espresso le proprie considerazioni. Successivamente, attraverso la diffusione di un volantino distribuito alla cittadinanza, intende informare la popolazione sulle azioni svolte dal 2013 al 2014, fra le quali la consegna della Petizione al Comune di Novara e le registrazione dell’Esposto presso la Corte dei Conti regionale.

COMUNICATO STAMPA

Rischio idrogeologico del Terdoppio: in Regione nasce un gruppo di lavoro per poterlo prevenire.

Per anni le amministrazioni comunali italiane hanno disatteso le disposizioni delle Autorità di bacino. Quest’ultime sono state aggirate anche con perizie di parte, volutamente riduttive o fasulle. Le conseguenze non sono tardate a manifestarsi e sono sotto gli occhi di tutti: Genova, Maremma, Parma, Friuli, Gargano le più recenti.

Anche a Novara, con sciagurato accanimento, si continua a cementificare sciupando suolo fertile. Anziché risolvere vecchie situazioni di criticità se ne creano  nuove che, sommandosi  alle precedenti, ne amplificano le nefaste conseguenze.

La notizia che gli assessori arch. Marco Bozzola ed arch. Giulio Rigotti sono stati in Regione per discutere dell’ampliamento dell’area logistica, che interessa il corso del torrente Terdoppio,  apre degli spiragli di un presunto ed auspicato ravvedimento.

Facciamo parte del Comitato cittadino che da dieci anni denuncia le inadempienze conseguenti l’insediamento del Centro Interportuale Merci (C.I.M. di Novara) e la destinazione urbanistica  a scopi intermodali dell’area T3b, a ridosso dell’abitato di Pernate (circa un milione di metri quadri).

Accogliamo con favore la decisione di creare un gruppo di lavoro per valutare le implicazioni  idrauliche ed idrogeologiche delle opere già realizzate e di quelle presentate nel Master Plan di CIM S.p.A. Auspichiamo una nostra partecipazione costruttiva a questo tavolo di lavoro.

Temiamo che la formula del “Master Plan” costituisca un artificio urbanistico per aggirare quanto già permesso e stabilito dal Piano Regolatore, dalle Leggi nazionali e locali, dalle stesse NTA (Norme Tecniche di Attuazione del PRG). Pensiamo possa evitare l’applicazione di una VIA (Valutazione Impatto Ambientale) o di una VAS (Valutazione Ambientale Strategica) sul territorio, escludendo quindi tutta la serie di considerazioni tecniche ed esami approfonditi degli impatti sull’abitato di Pernate.

La richiesta nasce dal timore che la valutazione avvenga utilizzando  ancora  vecchi studi che, a nostro parere, non corrispondono più alla realtà geomorfologica dell’area.

Li riteniamo ormai obsoleti perché nel frattempo le aree sono state profondamente modificate dall’insediamento  di nuove infrastrutture logistiche e viabilistiche (dal 2002 in poi) e perché l’intensità e le modalità delle precipitazioni sono mutate. Riteniamo che l’evento alluvionale del maggio 2002 e le successive piene del torrente Terdoppio non siano stati studiati ed approfonditi adeguatamente.

Abbiamo sostenuto la nostra tesi anche durante l’iter di aggiornamento del Piano di Protezione Civile di Novara (Rev.2013). Lo  abbiamo ribadito  durante l’audizione dello scorso 26 marzo, di fronte alle Commissioni riunite Ambiente ed Urbanistica del Comune di Novara, come conseguenza della Petizione presentata nell’autunno del 2013, trovando un largo e sinceramente inaspettato ascolto da parte di consiglieri ed amministratori.

Vogliamo la garanzia che non sarà l’ennesimo passaggio burocratico, privo di sostanza, utile per procedere senza intoppi. Vogliamo sia  finalmente una presa d’atto della realtà.

A distanza di otto mesi dall’audizione, e dopo una paventata o forse illusoria presa di coscienza iniziale da parte degli amministratori, quanto è stato detto e condiviso almeno a parole, si è perso nelle nebbie, e nulla è approdato in Consiglio Comunale.

Vogliamo ricordare al Sig.Sindaco che, attraverso la Petizione, i firmatari hanno chiesto due azioni ben precise :

  1. La revisione del piano di assetto idrogeologico del torrente Terdoppio e la messa in sicurezza di Pernate dal rischio alluvioni. Atto indifferibile dopo che, con l’espansione di CIM Ovest, sono stati occupati  circa 2/3 del bacino naturale senza completare le opere propedeutiche al suo insediamento.
  2. La richiesta di stralcio dell’area T3b e sua perennizzazione ad uso agricolo.

Consideriamo che l’iter amministrativo avviato da CIM SpA lo scorso febbraio, attraverso l’emissione del Master Plan,  ripercorra la vecchia logica del profitto ad ogni costo.

Oggi, prima che l’amministrazione ratifichi altri impegni, ci permettiamo di ricordare  al Sig. Sindaco che sono stati i cittadini novaresi (e pernatesi) a concedergli  il mandato ad amministrare nell’interesse e nel rispetto comuni. E pertanto riteniamo che la difesa e la salvaguardia dei propri cittadini siano doveri prioritari rispetto agli interessi palesi avanzati dalla compartecipata CIM S.p.A.

Noi ora vorremmo delle risposte dal Sig. Sindaco, in quanto la Petizione era diretta a Lui.  Potrebbe  anche rispondere “picche”, ma non può tacere! Il nostro è stato un documento ufficiale, con quattrocento firme, depositato in segreteria comunale e chiediamo che anche la relativa risposta sia formale.

I quesiti che ora poniamo sono semplici:

1)    Perché si vogliono costruire capannoni, anziché recuperare quelli sfitti o caduti in disuso?

2)    Perché non si vuole prevedere – oggi – il costo delle opere necessarie per evitare che Pernate si allaghi  in futuro come conseguenza della cementificazione di un milione di metri quadri ed alla riduzione di 2/3 della cassa di espansione naturale del Terdoppio?

3)    Attraverso la scusa dell’utilità pubblica (che non sussiste), si privilegia CIM in una mera speculazione edilizia. Per anni (sono ormai dieci dall’approvazione della Variante Generale del PRG di Novara) sono state bloccate aree che non sono nemmeno di sua proprietà, esigendo però un’imposta fiscale di gran lunga diversa dal valore agricolo.  E’ legittimo?

Siccome non siamo legati a nessun partito, quanto facciamo e diciamo, ha come fine quello di incanalare la questione su un percorso di chiarezza, di definizione dei ruoli e delle responsabilità, nell’interesse non tanto nostro, ma delle future generazioni.

Pernate, lì  25 ottobre 2014       

Il Comitato per Pernate